Cuore di cane

Ecco, dottore, che cosa succede quando il ricercatore, invece di seguire una via parallela e conforme alla natura, forza la questione e solleva il velo. È possibile cancellare l'innocenza con una semplice operazione all'ipofisi? Secondo Bulgakov, sì. Questo libro, piccolo ma molto consistente, è la rappresentazione metaforica e satirica della società russa degli anni venti, scritto negli anni dell'inaugurazione del sistema economico misto messo in atto da Lenin.
La trama è piuttosto semplice: Pallino, un cane randagio, viene accolto nella casa di un famoso e facoltoso medico, il professore di fama mondiale Preobraženskij, impegnato nelle ricerche sul ringiovanimento del corpo umano a seguito di operazioni genitali e non solo. Un giorno, il professore si accorda con il suo assistente Bormental per effettuare un esperimento su Pallino: trapiantare i testicoli e l'ipofisi di un uomo morto al cane. È da qui che la vita di Pallino, ma anche dei carnefici della sua trasformazione, cambierà radicalmente.
La narrazione è dal punto di vista di Pallino fino al momento della sua anestesia. Il suo flusso di pensieri viene interrotto da una narrazione attraverso le pagine del diario di Bormental, che scrive e analizza l'andamento e le ripercussioni dell'operazione di Pallino. Lo stile di Bulgakov è diretto, senza troppi giri di parole, e le sue frasi colpiscono in maniera tagliente. La scrittura è abbastanza semplice, seppure il ritmo da lui utilizzato si alterni tra lento e veloce. Alcune parti, infatti, del libro risultano pesanti, ma superate quelle righe fortemente satiriche la lettura torna scorrevole.
La squallida metamorfosi di Pallino esplora come l'animo umano sia corruttibile così facilmente ai vizi da mutare persino un'anima pura di un cane che, seppur randagio, rimanendo lontano dalla sfera umana è sempre riuscito a preservare la sua natura.
È sicuramente un libro che va letto, che tocca temi importanti e anche alquanto attuali. La superbia di Preobraženskij, credendo di potersi elevare egoisticamente con la scienza cercando di superare la natura, e di poter elevare un essere come Pallino nella forma di vita più intelligente, ossia l'uomo. E proprio questa presunzione è all'apice del declino e dei vizi dell'uomo, che l'autore mette tutti insieme, nell'istinto animalesco umano-canino di Pallino, rendendolo odioso ai suoi stessi creatori.
Il finale è inaspettato, non tanto perché sia un vero e proprio plot twist, ma perché Bulgakov con la sua scrittura riesce a deviare l'idea che il lettore inizia a farsi. È un romanzo poco sentito in Italia, ma è considerato un grande classico della letteratura russa e per la modalità di scrittura e dei temi trattati risulta sicuramente un bel testo avvincente che in soli due giorni conquista cuore e mente del lettore.
