Il tempo necessario

A volte far passare del tempo, come anni, prima di riguardare in
faccia la persona che si è sempre idolatrata come «amore della
vita» per rendersi conto che, forse, era solo un amore
adolescenziale.
I percorsi di due persone possono cambiare
radicalmente, e forse, allora, essersi lasciati non è poi così
tragico come si è sempre pensato. Si osserva, con nostalgia, che la
persona che si ha davanti è rimasta esattamente come la si era
conosciuta, eppure ormai non sarebbe esattamente lo stesso.
Si apprende, parlando, che gli interessi sono mutati, le aspettative future non combaciano più come prima, che il modo di vedere il mondo è cambiato. Ciò che li legava prima ormai non basterebbe più per legarli adesso. Si scopre chiacchierando che non si è più compatibili, e forse, in verità, non lo si è mai stati.
Allora un peso sul cuore si leva: il peso del rimorso, il peso del «e se non fosse mai finita?», tutto scompare. E finalmente si può affermare che è stato un bel viaggio che è volto al termine al momento giusto, perché tanto non sarebbe mai durato con la stessa spensieratezza per sempre. E qualcosa si sarebbe rotto in maniera più affilata, se fatto troppo tardi.
Il tempo aiuta a capire che le ferite si sono rimarginate, che forse alcune persone sono state sopravvalutate per tanto tempo senza averle mai viste veramente per ciò che erano, che la vita porta a mille strade diverse che anche se una volta combaciavano prima o poi una parte prende una via che l'altra non può proseguire.
