La fine prima della fine

Una storia finisce prima ancora di dire «è finita». Non è facile da ammettere, ma a volte una separazione è preannunciata da eventi che in maniera silenziosa stanno già allontanando due persone. I silenzi, i piccoli fastidi, le discussioni e i pretesti per lamentarsi sempre più frequenti sono solo un antipasto di quello che poi, realmente, sta accadendo.
Spesso sentiamo un peso all'altezza dello stomaco, che è dovuto sia per il malessere che un periodo nero può arrecare sia perché, in fondo, sappiamo che la cosa che ci fa stare più male è proprio la decisione di non recidere quel filo che ci tiene legati all'altra persona. Ci illudiamo che tutto passerà, che tutto si risolverà e che un piano di fuga insieme, ricordando i bei momenti, si troverà per uscirne più forti di prima. E invece la stanchezza aumenta, i mal di testa, lo stress, i soliti fastidi e anche le abitudini dell'altra metà continuano ad evolversi finché non diventano insostenibili. Due persone, quando arrivano a questo, quando iniziano a non sopportare l'idea di dover parlare, quando non possono nemmeno più pensare che guardarsi negli occhi sia un modo per comunicare, si sono già allontanate irreparabilmente. Ciò che ancora tiene legata una coppia in questi casi è la stanchezza, l'ostinazione, la speranza, tutti sentimenti che però sono il risultato di un'illusione quasi perfetta, che vacilla e si sfoca quando si viene messi davanti alla realtà dei fatti.
La fine prima della fine è un passaggio inevitabile, dal quale non si può fuggire. Per quanta chiarezza ci possa essere in una coppia, ci sarà sempre il preavviso che la storia sta giungendo alle ultime righe del suo capitolo finale. A volte solo uno dei due elementi è già arrivato alla fine del libro, mentre l'altro ancora rimane a leggere l'inchiostro nero di un momento che poi, sicuramente, passerà. E quando l'altra persona fa capire che il capitolo è finito e il finale non è un lieto fine si arriva alla fine decisiva: la rottura definitiva. Ma la fine prima della fine arriva subdola, lenta, e non c'è modo di evitarla. Quando arriva è uno schiaffo freddo che avvisa che un libro sta terminando, ma un altro sta per essere iniziato.
