Lampi di cuore

01.04.2026

Una sensazione più letale della morte. Il mio cuore si ruppe tra gioia e dolore. Quante volte abbiamo sentito, visto e letto di un amore così profondo, tanto da strapparci via il respiro? È proprio con queste immagini di un dolore simile alla morte e di un cuore agonizzante che Domiziana Scarano, scrittrice emergente, nella sua raccolta di poesie Lampi di cuore tenta con ogni verso di spiegare e rendere su carta lo strazio di un amore finito. Il ricordo, la nostalgia di ciò che era, di ciò che non sarà mai più. È un libricino così piccolo che non ci si aspetterebbe mai che macigno possa contenere. L'autrice catapulta il lettore nella memoria di ciò che tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo provato, o, forse, proveremo.

La scrittura dell'autrice è semplice, lineare, e tende molto di più a voler colpire con le sensazioni che intende trasmettere piuttosto che con parole forbite o con frasi fatte. Ma l'amore, dopotutto, non è questo? Non sta, forse, nella semplicità del sentimento più puro, così puro che neanche si riesce a esprimere? Il concetto della scrittrice è esattamente questo. L'idea dell'amore è ridotta alla semplice volontà di dichiararsi nel modo più diretto possibile alla persona amata, cercando con aneddoti e con metafore di far carpire quanto l'amore sia complesso da esprimere, tanto da doversi limitare a spiegarlo con ciò che viviamo tutti i giorni: il mare in tempesta, l'assenza di ossigeno, lo squilibrio fisico e mentale che provoca. E questi sono solo alcuni dei titoli presenti nella sua raccolta. Stilisticamente le metafore funzionano sempre, sono il fulcro delle poesie della Scarano, che ne fa un utilizzo ampio; come anticipato, la scrittura è sicuramente lineare e semplice, e per certi versi può sembrare "troppo" semplice, da poter risultare talvolta ripetitiva, ma l'intento dell'autrice è scrivere senza rileggere le sue emozioni, e per questo motivo la semplicità stilistica può funzionare e, anzi, rende più credibile il suo progetto.

Di sicuro imbattersi in un'impresa quale quella di scrivere una raccolta di poesie sull'amore può, a un primo impatto, risultare banale, un'idea melliflua; ma la resa su carta è così intima da trafiggere l'anima a ogni pagina sfogliata. Non è assolutamente una raccolta per chi intende "poesia" solo come Giovanni Pascoli, Leopardi o Carducci. È un libro scritto solo ed esclusivamente per chi vuole rivivere ciò che ha vissuto, per chi è incuriosito dall'amore che ancora non ha provato, per chi è nostalgico di un grande amore finito, per chi ha accanto la persona della sua vita e vuole leggere ciò che prova per sentirsi capito. La bellezza di questa raccolta sta proprio nella sua semplicità letteraria che fa parte di ognuno di noi, la semplicità inconsapevole, passionale e tempestosa che tutti i grandi autori hanno sempre descritto. Domiziana Scarano ci riesce in pieno. Sicuramente non è un libro per tutti, ma lo sfondo di una Roma che consola una nostalgica autrice che soffre d'amore, che poi ne è euforica e poi si lascia penetrare dal sentimento senza riuscire a evitarlo, regala un'atmosfera di solitudine dove nessuno riesce a capire la sofferenza e perciò si fa affidamento a una sola cosa: il cuore.

È sicuramente, infine, una raccolta che punta tutto quanto sull'immediatezza emotiva, sullo scrivere senza riflettere, e che troverà il suo pubblico solo in chi cerca un'esperienza diretta ed esperienzale nella sua poesia piuttosto che una costruzione formale e linguistica più complessa.

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