Le cose che non diciamo

È capitato di non riuscire a dire a qualcuno ciò che davvero si pensa? Almeno una volta nella vita, credo sia successo a tutti. È una situazione imbarazzante: il peso delle parole non dette è tanto da posarsi sul petto come un macigno e spezzare il respiro. Quando pensiamo di aver superato una situazione che tanto ha pesato, ecco che questa, quando meno la si aspetterebbe, torna più forte di prima. E la convinzione di aver superato tutto crolla sulle spalle come una valanga.
Perché facciamo così? Che senso ha non dire ciò che si prova o ciò che si pensa? È liberatorio togliersi "qualche sassolino dalla scarpa", eppure non sempre ci riusciamo. È come se la mente ci tendesse un tranello. Delle volte rimaniamo in silenzio perché abbiamo paura, altre perché non riteniamo sia il momento giusto. E così decidiamo di buttarci la questione dietro la schiena, andando avanti con la nostra quotidianità, ed è qui che entra in gioco il peso di ciò che non diciamo: basta così poco per farci crollare. Un pensiero, una battuta, e rimuginiamo su ciò che è stato e su ciò che sarebbe potuto essere se avessimo avuto il coraggio di affrontare la cosa.
Non dire ciò che veramente ci sta a cuore ci chiude in una prigionia interiore dalla quale è difficile uscire. Le cose che non diciamo a volte possono aiutare gli altri, ma la verità è che poi feriscono noi, lentamente, insinuandosi sotto pelle e non lasciandoci andare.
Le cose che non diciamo non rimangono mai davvero chiuse a chiave: ci porteremo sempre dietro la sensazione di non essere riusciti a far uscire la nostra voce.
