Senza fare rumore

Ma perché ci ho messo così tanto a capire e ad ammettere che mi
piacesse?
Credo di avere un meccanismo strano nel cervello. Ci
metto sempre un po' ad ammettere a me stessa quello che provo. Come
se, prima di poter dire «mi piace», dovessi analizzare ogni
possibile spiegazione, trovare una giustificazione, convincermi che
forse non è davvero così.
Come se riconoscere un sentimento
significasse automaticamente doverci fare i conti.
E con lui è
stato difficile.
Non tanto per la sua bellezza, anche se sarebbe
stupido negare che sia un bel ragazzo. Ma non è quello che mi ha
colpita davvero.
È il suo modo di fare.
È estremamente
semplice, ma non nel senso comune del termine. È semplice
nell'esprimersi, nell'essere sé stesso, nel mostrare la propria
gentilezza senza ostentarla. È una di quelle persone che riescono ad
ascoltarti davvero, e sembra una cosa banale finché non ti accorgi
di quanto sia diventata rara.
Mi ha colpito il modo in cui
riesce a stare in uno spazio senza avere bisogno di riempirlo di
parole.
E, allo stesso tempo, riesce a riempirlo comunque. Forse
è proprio questa la cosa che mi piace di più. La sua semplicità
non è superficialità, è genuinità. È il non avere bisogno di
costruirsi un personaggio. Il non fermarsi necessariamente a quello
che appare. Il riuscire a essere gentile senza trasformare la
gentilezza in qualcosa da mostrare agli altri. E forse mi sono
accorta di quanto mi piacesse proprio perché non è successo niente
di eclatante.
Non c'è stato un momento preciso in cui ho
pensato che mi piacesse. È successo piano.
Una conversazione
dopo l'altra. Un gesto. Un modo di ascoltare. Un sorriso. La
sensazione di stare bene nello stesso posto, anche senza dover
necessariamente parlare.
Senza fare rumore.
E forse è
questo che mi sorprende di più.
Io che ho sempre bisogno di
capire, definire, analizzare quello che mi succede, questa volta ho
dovuto semplicemente accettare che una persona mi piacesse.
Senza
una spiegazione abbastanza razionale.
Senza un motivo
preciso.
Mi piace.
E, per una volta, forse può bastare.
