Senza fare rumore

03.09.2026

 Ma perché ci ho messo così tanto a capire e ad ammettere che mi piacesse?
Credo di avere un meccanismo strano nel cervello. Ci metto sempre un po' ad ammettere a me stessa quello che provo. Come se, prima di poter dire «mi piace», dovessi analizzare ogni possibile spiegazione, trovare una giustificazione, convincermi che forse non è davvero così.
Come se riconoscere un sentimento significasse automaticamente doverci fare i conti.
E con lui è stato difficile.
Non tanto per la sua bellezza, anche se sarebbe stupido negare che sia un bel ragazzo. Ma non è quello che mi ha colpita davvero.
È il suo modo di fare.
È estremamente semplice, ma non nel senso comune del termine. È semplice nell'esprimersi, nell'essere sé stesso, nel mostrare la propria gentilezza senza ostentarla. È una di quelle persone che riescono ad ascoltarti davvero, e sembra una cosa banale finché non ti accorgi di quanto sia diventata rara.
Mi ha colpito il modo in cui riesce a stare in uno spazio senza avere bisogno di riempirlo di parole.
E, allo stesso tempo, riesce a riempirlo comunque. Forse è proprio questa la cosa che mi piace di più. La sua semplicità non è superficialità, è genuinità. È il non avere bisogno di costruirsi un personaggio. Il non fermarsi necessariamente a quello che appare. Il riuscire a essere gentile senza trasformare la gentilezza in qualcosa da mostrare agli altri. E forse mi sono accorta di quanto mi piacesse proprio perché non è successo niente di eclatante.
Non c'è stato un momento preciso in cui ho pensato che mi piacesse. È successo piano.
Una conversazione dopo l'altra. Un gesto. Un modo di ascoltare. Un sorriso. La sensazione di stare bene nello stesso posto, anche senza dover necessariamente parlare.
Senza fare rumore.
E forse è questo che mi sorprende di più.
Io che ho sempre bisogno di capire, definire, analizzare quello che mi succede, questa volta ho dovuto semplicemente accettare che una persona mi piacesse.
Senza una spiegazione abbastanza razionale.
Senza un motivo preciso.
Mi piace.
E, per una volta, forse può bastare.

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